venerdì 18 novembre 2011

lento

E così
le notti si sono ribaltate,
le sigarette sono sparite,
c'è un pacchetto intero, nuovo, ancora da aprire che mi guarda sul tavolo di cucina e sembra una cosa lontanissima, sembra una cosa che non c'è mai stata.
La finestra aperta sulle prime ore del giorno e una luna perfettamente divisa a metà.
Si sente odore di qualcosa che non sono io, fra le mura della casetta bianca. Sono le bucce dei mandarini, i gusci delle noci, i respiri di una notte che si scioglie mentre alla radio parlano piano piano del nuovo governo e mentre fuori qualcuno inizia a mettere in moto i motorini.
Ci sono sensazioni che pensavo di aver perduto e invece sono tutte lì. In realtà sono diverse, sono più belle, in qualche modo più reali, più consapevoli. Gambe e mani sembrano andare d'accordo per la prima volta dopo quella che sembra un'eternità.
E mi scopro fresca, neanche troppo strambita, a preparare il caffè alle sei del mattino, senza paura del giorno che avanza,
senza paura di me.

E senza fretta.

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