giovedì 17 luglio 2008

universi

Sto poco al computer in questi giorni.
Quando ci sto navigo, navigo, navigo in cerca di possibilità, e ne trovo così tante che poi mi gira la testa.
Allora torno sui miei passi, ripercorro vie note, riapro vecchi libri.
Non so se stavo meglio senza desideri, o adesso che di desideri ne ho così tanti. Il passaggio è stato vorticoso e ancora non mi rendo bene conto di quanto sono diversa da due mesi a questa parte.

Il signore anziano che ogni tanto lavora da noi è venuto a trovarmi.
Mi ha raccontato una sua vicenda difficile, che teme per la sua salute, che gli hanno consigliato un terapista. Dice "preferirei cento volte dover subire un'operazione e sapere che quando mi sveglio starò meglio, che dovere intervenire sulla mia psiche".
Cerco di confortarlo dicendo frasi di circostanza ed ovvietà. 
Torna alla sua bicicletta dicendo "ti voglio tanto bene".

Sembra che tutto concorra a strapparmi di dosso la pelle, e a farmi sentire tutte le sensazioni amplificate e  risonanti.


 

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